Clay Paky protagonista del Festival di Sanremo 2012

Clay Paky protagonista del Festival di Sanremo 2012

Anno

2012

Luogo

Italia

Lighting designer

Ivan Pierri

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Alpha Spot HPE 1200 Alpha Spot HPE 1500 Sharpy
data pubblicazione: 2 Aprile 2012

Il 62esimo Festival della canzone italiana non ha deluso le aspettative di chi si aspettava uno spettacolo a 360°, fatto anche di imponenti impianti scenografici, grande presenza di effetti luminosi e una regia studiata per valorizzare tutte le innovazioni studiate e apportate ad hoc al palco del Teatro Ariston di Sanremo. 

La scenografia di Gaetano Castelli, subito battezzata l’”arca della musica”, consisteva in una grande astronave che campeggiava sul palco con effetti a sorpresa, muovendosi e aprendosi. Una macchina scenica lunga venti metri e alta nove, del peso di venti tonnellate, che ha richiesto un lavoro di rinforzo delle strutture del Teatro Ariston: l’“astronave musicale” è stata tutta realizzata a Roma in tre mesi di lavoro che hanno coinvolto anche il Centro di Produzione Tv capitolino, poi è stata smontata e rimontata – pezzo dopo pezzo – sul palcoscenico sanremese. 

Il concept alla base  del disegno luci è stata la flessibilità. Ci racconta Ivan Pierri, Direttore Luci: “Ho tentato di entrare in sintonia con le radicali trasformazioni di cui era capace la macchina scenografica, creando più "livelli" di profondità nel mio disegno, per sorprendere lo spettatore a casa e per essere pronto a soddisfare anche le esigenze di un artista come Celentano che ci aveva chiesto di trasformare l'Ariston in un altro studio una volta che lui fosse salito sul palco”. 

A far da padrone all’interno del disegno luci, per la prima volta a Sanremo, erano gli Sharpy, i fenomenali testa mobile compatti della Clay Paky, che con i loro fasci potenti di luce parallela e ultra-concentrata riescono a conferire una identità distintiva ad ogni palco. 

Nel dettaglio, sono stati impiegati 14 Sharpy all'interno della “cupola” scenografica oltre a 40 Sharpy  posti su truss verticali nella parete di fondo del teatro. I fasci degli Sharpy hanno contraddistinto gran parte delle esibizioni degli artisti, creando delle colonne “solide” di luce bianca o colorata attraverso le quali i protagonisti sul palco si potevano muovere quasi come fossero delle star sopra un palco di un concerto rock. 

Ma il festival di Sanremo non parlava sono Sharpy: tutti gli spot di questa edizione erano Clay Paky. Nel dettaglio, sono stati impiegati anche 30 Alpha Spot HPE 1500 all'interno del palco, posti nei tagli agli specchi laterali della scenografia e 22 Alpha Spot HPE 1200 posizionati anch’essi nella parte interna della "cupola" scenografica. 

Dice Ivan Pierri a proposito dei proiettori Clay Paky: “Potenza e affidabilità rappresentano indiscutibilmente le caratteristiche che mi fanno utilizzare spot Clay Paky nella maggior parte degli spettacoli di cui mi occupo. Gli Sharpy poi sono sorprendenti: in un proiettore ormai io cerco essenzialmente il miglior rapporto peso-potenza e non tanto soluzioni grafiche che ormai trovano realizzazione con proiezioni video o ledwall. In quest'ottica gli Sharpy sono ideali e insostituibili”. 

Dietro a una realizzazione così maestosa ci sono naturalmente giorni e giorni di preparativi a tutti i livelli, e coordinamento tra le tante componenti artistiche e organizzative che concorrono alla realizzazione dell’evento. Ma non tutto è filato liscio fin dall’inizio: Ivan Pierri ci confida che “il primo istinto che ho avuto quando ho visto il disegno della scena è stato di… andarmene! Avere il soffitto del teatro completamente chiuso dalla scenografia, così come 3/4 delle pareti laterali, mi ha messo in seria difficoltà. Il montaggio dei corpi illuminanti è stato complicatissimo e i ritardi si sono accumulati. Raccontare poi che alcune delle memorie del festival sono state costruite durante le pubblicità sembra ridicolo, eppure chi ha vissuto quei giorni non li scorderà facilmente. Solo l'esperienza degli scorsi anni, la grande affidabilità dei prodotti luce che ho utilizzato e la straordinaria qualità degli operatori alle consolle – Quintino Caci, Ettore Amadoro alle luci colorate, Roberto Corona alle luci bianche, Maurizio Ranaldi e Fabio Roberti al catalyst – mi ha permesso di arrivare alla realizzazione di un prodotto che io ritengo di grande qualità, e che mi auguro sia piaciuto anche a casa” .

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it