B-EYE Clay Paky nel “Native World Tour” degli OneRepublic

B-EYE Clay Paky nel “Native World Tour” degli OneRepublic

Anno

2014

Luogo

Regno Unito

Lighting designer

Chris Lisle

Produzione/Rental

Neg Earth

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data pubblicazione: 10 Aprile 2014

Il “Native Tour” degli OneRepublic si è concluso il 24 marzo nel Regno Unito dopo che nell'ultimo anno ha circumnavigato il globo e aperto nuovi orizzonti, essendo stato il primo tour a impiegare le innovative teste mobili a led A.leda B-EYE K20, coadiuvate dagli Sharpy di Clay Paky.

La band statunitense di pop e alternative rock lo scorso anno è stata in tournée in Europa, Nord America, Asia, Australia e Nuova Zelanda per promuovere “Native”, il suo terzo album in studio. Il tour degli OneRepublic è poi proseguito nel 2014 con ulteriori date in Europa e nel Regno Unito.

Nell'ultima tappa del tour il lighting designer Chris Lisle ha ripreso il tema del “diamante” dello scorso anno, con cui ripropone truss, video screen e perfino alcune delle apparecchiature stesse. “Lo show ha dei grandi momenti visivi, perciò ho dovuto escogitare un design che fosse all'altezza della situazione,” afferma Chris. “Alla band piace essere all'avanguardia, quindi per noi è fondamentale usare la tecnologia più recente.”

Il programmatore Scott Chmielewski sottolinea che “Chris crea sempre i suoi progetti tenendo ben presente l'artista coinvolto e si sforza di mantenere l'attenzione sulla musica. Per lui è importante assicurarsi che la tecnologia non offuschi il talento, ma gli fornisca comunque le potenzialità che gli servono. Questo è stato uno show ad alto contenuto tecnologico, che comunque è stato gestito con gusto e ben tenuto sotto controllo.”

Lisle ha visto i B-EYE all'LDI e “conoscendo l'atmosfera che la band vuole nel suo show, non c'è stato nemmeno bisogno di chiedersi se usarli o meno,” riferisce egli stesso. “Li abbiamo impiegati tutti e 12 sul fondo del palcoscenico sugli appositi supporti a forma di diamante, sia fissi a terra che volanti, e rivolti direttamente verso il pubblico. Ebbene, hanno talmente tanti effetti, che alla fine credo che non li abbiamo usati nemmeno al 50 percento delle loro capacità.”

Lisle rileva che la band è rimasta “sbalordita” di vedere i nuovi washlight B-EYE durante le prove e che i vari componenti del gruppo si sono affrettati a chiedere di cosa si trattasse. Chmielewski dice che “questi ragazzi hanno girato il mondo in lungo e in largo, tenendo innumerevoli concerti su una moltitudine di palchi, quindi ti aspetteresti che nemmeno degnino di attenzione dei nuovi “giocattoli” come questi. Ma stavolta non è andata così!”

Lisle spiega di aver fatto in modo che “il proiettore emergesse gradualmente nel corso dello show. Prima era un semplice washlight, poi abbiamo aggiunto un paio di effetti di pixel mapping e di micro-beam pulsanti, e infine gli effetti di rotazione della lente verso la fine dello spettacolo.”

Chmielewski paragona i B-EYE a un “petardo – dove sai che la miccia è sempre accesa e sul punto di scoppiare. Per una parte dello show sono stati utilizzati come tipici washlight, ma siamo riusciti a imitare l'effetto di ogni apparecchio tradizionale, dai piccoli ai grandi, e ad impiegare l'intera gamma dei trucchi che un programmatore ha a disposizione con effetti cromatici, dimming e movimento pan/tilt. Inoltre, sono stati aggiunti una serie di look completamente nuovi che sono stati usati letteralmente per la prima volta. Come programmatore passo ore e ore ad esplorare queste nuove capacità e funzioni, e quando alla fine li abbiamo usati nello show i B-EYE sono diventati il fulcro del design.”

Lisle dice che fino alle ultime due settimane del tour i B-EYE hanno funzionato “incredibilmente bene”, dimostrandosi “dei proiettori davvero robusti.”

“Nonostante delle sessioni fiume di programmazione, non hanno presentato alcun problema, e dire che li abbiamo messi a dura prova,”
aggiunge Chmielewski. “Sono rimasto sorpreso di vedere quante poche parti mobili erano coinvolte nella creazione di un turbine di effetti incredibili.”

Fin dal primo giorno, oltre ai B-EYE, nel lighting design erano compresi anche 30 Sharpy, puntualizza Lisle. “Adoro il fatto che riescano a bucare l'intensità dei video quando necessario. Forniscono anche spettacolari effetti a mezz'aria e di cambiamento del fascio. Nessuno può batterli in velocità, tant'è vero che si sono rivelati super-rapidi nei momenti ‘techno’ dello show.”

“Gli Sharpy sono stati il complemento ideale per i B-EYE nel rig,”
concorda Chmielewski. “Ci vuole un bel po' di potenza per competere con il look e la nitida lucentezza di uno Sharpy, ma i B-EYE non sono stati da meno.”

Chmielewski ha programmato il tour su una grandMA2 light con tre NPU attive. Per la tournée era disponibile anche una grandMA2 di riserva.

L’impianto luci è stato fornito da Neg Earth, UK.

Pio Nahum, Clay Paky CCO, ha così commentato: “Visivamente questo è un tour molto interessante e noi siamo orgogliosi di farne parte. I B-EYE hanno avuto un notevole riscontro fin dalla loro introduzione e il tour degli OneRepublic è un fantastico esempio di ciò che questi proiettori possono fare.”

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it