Clay Paky all'Eurovision Song Contest - Vienna 2015

Clay Paky all'Eurovision Song Contest - Vienna 2015

Anno

2015

Luogo

Austria

Copyright delle fotografie

Ralph Larmann

Lighting designer

Al Gurdon

Produzione/Rental

PRG

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data pubblicazione: 29 Maggio 2015

Vienna, Austria – il premiato lighting designer Al Gurdon ha fatto un uso spettacolare del suo rig di luci prevalentemente composto da Clay Paky, per uno dei più grandi eventi di intrattenimento televisivo di tutto il mondo, l’Eurovision Song Contest 2015.

Celebrando il suo 60° anniversario con il tema, “Building Bridges” (costruendo ponti), l’Eurovision Song Contest è stato quest’anno sponsorizzato da OSRAM e ospitato presso la Wiener Stadthalle di Vienna.

Al Gurdon, le cui precedenti esperienze includono le cerimonie dei Giochi Olimpici di Sochi e il Super Bowl Halftime in America, ha fatto brillare l’Eurovision per la terza volta nella sua carriera. Per questa edizione ha scelto 172 Clay Paky Mythos, 48 Clay Paky ​Sharpy Wash 330, 83 Clay Paky A.leda B-EYE K20 e 74 Clay Paky Stormy CC, per ottenere una ambientazione davvero brillante, piena di colori vivaci, effetti di varia forma e dimensione.

Tutta l'attrezzatura è stata fornita da Production Resource Group (PRG), acquistata dal distributore Clay Paky per il Regno Unito Ambersphere, e allestita da un team di tecnici specializzati guidati dal  Lighting Crew Chief di PRG, Richard Gorrod.

Lavorando fianco a fianco, il direttore creativo di Eurovision Kurt Pongratz, il LD Al Gurdon e il suo programmatore Mike Owen hanno confezionato un disegno luci di forte impatto. Con quasi 40 diversi Paesi che partecipano, ciascuno dei quali richiedente un proprio look distintivo, Gurdon ha avuto il suo bell’impegno: "La sfida per noi era di garantire che la canzone di ogni Paese fosse interpretata con le luci in un modo unico e personalizzato", spiega Gurdon. "Allo stesso tempo abbiamo dovuto fornire una sensazione di coesione per l'aspetto generale della trasmissione. Per questo ho voluto assicurare che la “spina dorsale” del mio impianto luci fosse coerente."

Al Gurdon aveva bisogno di un apparecchio che fosse luminoso, incisivo e versatile: "Alla fine ho scelto il Mythos perché offriva tutto quello che stavo cercando. E’ perfetto sia per l’impiego come spot light che come beamlight. L’impianto di miscelazione del colore e le funzioni annesse sono state alla fine un importante elemento in fase decisionale, perché mi hanno permesso di mettere agevolmente a punto e sincronizzare questi fari con tutti gli altri elementi luminosi presenti sul set.

Apportando ulteriore profondità visiva e alcuni effetti mozzafiato, Al Gurdon ha progettato sullo sfondo una matrice di Clay Paky A.leda K20s B-EYE. Questi sono stati allestiti in modo tale da evocare un B-EYE gigante e l'intera matrice poteva migrare da dietro lo sfondo principale del video fino a sopra lo schermo.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it