Clay Paky con l’Opera Seconda dei Pooh

Clay Paky con l’Opera Seconda dei Pooh

Anno

2013

Luogo

Italia

Copyright delle fotografie

Ros Live Tour

Lighting designer

Fabrizio “fabi” Crico

Produzione/Rental

Alibi Service

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data pubblicazione: 18 Dicembre 2013

Dopo quasi 100 date nei teatri, nei palazzetti dello sport e negli spazi aperti di tutta Italia, ma anche in Europa e Oltreoceano, si è conclusa “Opera Seconda in Tour”, la tournée dei Pooh che ha registrato per un anno uno straordinario successo di pubblico con oltre 150.000 spettatori.

Prodotto e organizzato da Franco Cusolito per Cose di Musica, “Opera Seconda in Tour” ha visto per la prima volta Roby, Dodi e Red (con Danilo Ballo alle tastiere aggiunte e Phil Mer alla batteria) accompagnati da un’orchestra sinfonica: l’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo Loprieno. Il tour prende il nome dal disco “Opera Seconda” (Trio/Artist First), un “concept album” che contiene 11 brani della carriera della band, eseguiti e riarrangiati con l’orchestra.

Il set luci era interamente Clay Paky: circa 70 fra A.leda Wash K10, A.leda Wash K20, Alpha Spot HPE 700 e Sharpy, oltre a degli accecatori e poche altre luci convenzionali. Dice Fabrizio “fabi” Crico, lighting designer storico del gruppo, fin dal 1978: “gli A.leda sono delle teste mobili a LED fantastiche: ho apprezzato la grande luminosità e la medesima saturazione dei colori in ogni punto del palco. Quando si sono rese necessarie le riprese TV, ho solo dovuto aggiungere qualche luce bianca, gli altri parametri cromatici d’illuminazione erano già perfetti”.

L’allestimento, fornito e curato da Alibi Service, è rimasto il medesimo per tutta la durata del tour: un’americana frontale con gli A.leda e gli accecatori, due americane in controluce con gli Sharpy, sei bilancini per i tagli laterali per l’illuminazione dell’orchestra.

Tra le scelte di scena operate da “fabi” c’è la rinuncia agli schermi LED, tanto amati in molte altre produzioni: “Non c’erano immagini da proiettare, tutto era lì da vedere sul palco, gli artisti e l’orchestra. Ho preferito valorizzare il fondale, una riproduzione fumettata di un teatro, illuminandolo da dietro la pedana con gli A.leda Clay Paky. Ho poi impiegato gli Sharpy a raggiera, per ricreare l’effetto ACL discostandomi dall’uso consueto che si fa di queste bellissime e affidabili teste mobili. Gli Sharpy mi hanno permesso di disegnare il palco, spesso usando anche il frost”.

“Lavorare con Clay Paky è sempre una garanzia”
– dice Fabio Galantucci, capo squadra rigger ed elettricisti, nonché un altro dei grandi “veterani” dell’entourage Pooh insieme allo stesso Crico. “in più di 90 date non abbiamo avuto il minimo problema su nemmeno una delle luci. Qui è dove Clay Paky vince e fa capire l’importanza di affidarsi a delle aziende di riconosciuta professionalità ed affidabilità, specie quando si devono fare dei tour intensivi”.

La squadra era composta anche da Marco Benzi e Filippo Rispoli al dimmer, Diego Gasbarre e Alejandro Principato ai servizi elettrici.

L’ultima parola ai Pooh, che in una nota fanno sapere che “Si conclude uno dei viaggi più entusiasmanti della nostra carriera... un tour di un centinaio di date, tutte sold out, con un’energia e una quantità di musica su quel palco davvero straordinarie.[…..] Ci rivediamo fra due anni... in questo tempo cercheremo di creare la situazione più bella per festeggiare un compleanno così importante come sarà il “nostro” cinquantennale... lo merita la nostra storia, lo meritiamo noi ma soprattutto lo dobbiamo a voi e al vostro amore, da sempre grande e tangibile nei nostri confronti.»

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it