Clay Paky da luce alla rinnovata Albert Hall di Manchester

Clay Paky da luce alla rinnovata Albert Hall di Manchester

Anno

2014

Luogo

Regno Unito

Copyright delle fotografie

Jack Kirwin

Lighting designer

Stephen Page

Produzione/Rental

dbn Lighting

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Alpha Spot HPE 575 Sharpy
data pubblicazione: 21 Giugno 2014

UK - dbn Lighting, service specializzato nell’illuminazione con sede a Manchester, ha impiegato i proiettori Clay Paky per progettare un rig leggero e versatile per la ristrutturazione della Albert Hall, edificio sottoposto a tutela monumentale che è stato trasformato in spazio multifunzionale.

La cappella gotica dei primi del '900 è stata sottoposta a un importante restauro per essere convertita in una delle sale da musica più alla moda della città. Stephen Page, di dbn Lighting, è stato chiamato a ideare una soluzione illuminotecnica leggera e versatile che potesse adattarsi all'illuminazione di qualsiasi genere di evento.

“Dato che la capacità di carico del tetto della Albert Hall è piuttosto limitata, non potevamo usare qualcosa di troppo pesante,” spiega Page. “Inoltre, volevo che l'attrezzatura fosse la più discreta possibile, di conseguenza anche la dimensione dei vari elementi aveva la sua importanza. Affidabilità e compattezza dei proiettori Clay Paky sono state dunque le caratteristiche determinanti nella mia decisione di impiegarli.”

Page ha voluto il ‘prediletto’, lo Sharpy di Clay Paky, coadiuvato da un certo numero di Alpha Spot HPE 575, sempre di Clay Paky, per ottenere una soluzione versatile e funzionale.

“Il design del rig doveva integrarsi con l'architettura dell'edificio,” afferma Page. “Per questo mi sono concentrato sulla creazione di linee forti che rispecchiassero la forma delle canne d'organo e delle colonne della sala. Lo Sharpy è perfetto per questa applicazione: è piccolo e potente e, quando è in funzione, il suo fascio con lampada a scarica da 189W conferisce carattere alla scena. Spesso inseriamo un pacchetto a terra con ulteriori Sharpy, così da enfatizzare ulteriormente questa estetica basata su linee rette decise. Lo Sharpy funziona bene con l'altezza e le dimensioni dell'edificio, senza contare che “buca” qualsiasi altro washlight presente sul palco.”

A complemento degli Sharpy, Page ha usato l'Alpha Spot HPE 575, il noto proiettore di effetti di Clay Paky. “Ho scelto l'Alpha Spot 575 HPE perché offre una serie di funzioni di design davvero ampia,” spiega Page. “Il proiettore presenta una ricca tavolozza cromatica e molteplici opzioni di proiezione grazie alle tre ruote gobo, cui si aggiungono i prismi rotanti e un effetto che consente di intervenire sulla forma del fascio. Può non essere il proiettore più nuovo che Clay Paky ha sul mercato, ma resta una testa mobile eccellente e molto luminosa che risponde ai comandi in modo estremamente reattivo.”

Dato che la location è al contempo un edificio storico e un ambiente destinato alla musica dal vivo, la scelta dei proiettori da parte di Page non soltanto doveva essere adatta al contesto, ma doveva essere anche riconoscibile da parte delle band che si esibiscono e dei loro tecnici.

“La Albert Hall ospita un gran numero di esibizioni che rientrano nell'ambito di tournée, e il carico di lavoro può essere davvero estenuante,” continua Page. “Volevo ideare un rig che gli altri lighting designer che sarebbero venuti a lavorare qui trovassero comodo da usare e anche divertente da gestire. Naturalmente, non dovevamo certo trascurare di impiegare un'attrezzatura di cui gli addetti avessero una buona opinione e che fossero felici di poter adoperare – ebbene, i proiettori Clay Paky rispondono a tutti questi requisiti. Inoltre, dato il nostro rapporto di vecchia data con Clay Paky, posso star sicuro che le luci sono affidabili e che, se mai dovesse sorgere qualche problema, ci sarà fornita tutta l'assistenza necessaria.”

Luogo stregato secondo certe voci, la Albert Hall un tempo era una cappella metodista wesleyana che presentava una commistione di elementi gotici e barocchi, ideata dall'architetto W.J. Morely e realizzata agli inizi del XX° secolo. Dopo la sua ristrutturazione, la sala ha ospitato artisti come Chase & Status e vedrà esibirsi star come Sam Smith, ma non mancheranno allestimenti di opere classiche come la Carmen di Bizet.

Per maggiori informazioni sulla Albert Hall, visitate il sito http://www.alberthallmanchester.com/

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it