Clay Paky in tour con Mario Biondi

Clay Paky in tour con Mario Biondi

Anno

2015

Luogo

Italia

Lighting designer

Jo Campana

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data pubblicazione: 11 Ottobre 2015

ITALIA - Vuoi per le caratteristiche del suo genere musicale, vuoi per il fatto che canta in lingua inglese, Mario Biondi è uno dei pochi artisti italiani che può vantare un certo tipo di credito e di vendibilità anche fuori dai confini nazionali.
Prima di affrontare un considerevole numero di concerti nelle più importanti capitali europee e asiatiche, si è cimentato in un tour nei teatri italiani in concomitanza con l’uscita del suo ultimo lavoro, BEYOND che non a caso ha visto la partecipazione di artisti e produttori stranieri.

Jo Campana, Lighting Designer che lavora con Biondi da diversi anni, ci racconta sinteticamente come è nato il progetto del Tour:
“Dopo un confronto dialettico con Mario e dopo l’ascolto del nuovo album, ho cercato di orientare il mio lavoro in modo che si discostasse dal ‘pregresso’ del mondo Biondi, assecondando così proprio gli intendimenti dell’artista, volto alla ricerca di nuovi orizzonti musicali da scoprire.

“La mia intenzione era quella di creare uno stage-concept elegante, minimamente innovativo e che fosse in grado di trasmettere un senso di freschezza e contemporaneità. Gli elementi maggiormente caratterizzanti sono state due ampie fasce di Curtain-Led che a partire dal backdrop si prolungavano sul palco e fino al proscenio, sotto quattro pedane in plexiglass trasparente praticabili; una terza fascia al centro del fondale, faceva la sua comparsa in un secondo momento dello spettacolo, quando una parte del fondale mobile svelava anche 36 proiettori motorizzati a led configurati a matrice”.

“L’opportunità di lavorare in spazi teatrali tradizionali mi ha permesso di sviluppare un conseguente Light Design piuttosto standard con tre livelli di americane e un buon numero di ‘floor’ che amo particolarmente”.

L’aspetto logistico e quello della sostenibilità economica hanno poi condizionato la scelta della tipologia e del numero dei proiettori, ma in questo caso ho trovato una soluzione ottimale con l’utilizzo di Sharpy Wash e Alpha Spot HPE 700, entrambi prodotti che conoscevo e che sapevo potessero garantirmi il risultato.
Al di là della nota affidabilità, mi servivano macchine con ingombri e consumi ridotti, equilibrate tra di loro e in grado di ‘tirare’ quando ne avessi avuto bisogno; in particolare gli Sharpy Wash sono stati molto funzionali grazie alla loro versatilità con quell’ottimo zoom e la loro conclamata caratteristica ‘punchy’.
Insomma, per questa tipologia di venue, i proiettori Clay Paky, ritengo siano state due ottime scelte che mi hanno lasciato pienamente soddisfatto.
Ora il tour estivo prosegue in modalità ‘light’ (‘leggera’ trovo tutto il materiale sul posto e mi porto al seguito solo la console) ma proseguirà in ottobre con la seconda parte nei teatri e auditorium in Italia con tutta la produzione al seguito“.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it