Clay Paky in tour insieme a Mark Knopfler

Clay Paky in tour insieme a Mark Knopfler

Anno

2013

Luogo

Regno Unito

Copyright delle fotografie

Guido Karp

Lighting designer

Simon Tutchener

Produzione/Rental

Entec

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data pubblicazione: 4 Giugno 2013

“Sto passando uno dei momenti più interessanti della mia vita lavorativa,” ha affermato un raggiante Simon Tutchener, lighting designer per Mark Knopfler. “Sto ancora facendo la conoscenza di questi proiettori, ma quello che ho visto finora è esattamente quello che mi aspettavo.”

Tutchener sta utilizzando i nuovi Sharpy Wash e Alpha Spot QWO 800 di Clay Paky. “Sapevo che lo Sharpy Wash stava per essere immesso sul mercato e avevo letto dei proiettori QWO 800, così ho suggerito a Noreen O’Riordan della Entec di dare un'occhiata da vicino. Noreen ha prontamente accettato e abbiamo fissato una dimostrazione presso Ambersphere. Sono diverse le caratteristiche che mi hanno colpito, compreso il fatto che fin da un primo esame sommario si capisce all’istante che non sono un ammasso ingombrante di metallo. Mi sono reso conto subito che lo Sharpy Wash era ciò che cercavo, e non solo per la dimensione fisica, ma anche per la sua intensa luminosità. Delle lampade leggere con una simile qualità e potenza sono decisamente un passo avanti”.

“Anche i proiettori QWO sono stati una scelta quasi obbligata”
– afferma Tutchener. “Ambersphere è il distributore di Clay Paky e ha allestito una dimostrazione esauriente a nostro beneficio, mostrandoci all'opera praticamente ogni testa mobile della gamma Clay Paky. Nell'insieme il QWO a mio parere è il migliore o, piuttosto, il più versatile. In questa band ho otto elementi da illuminare, dunque il QWO deve essere assolutamente infaticabile e robustissimo. L'ampia escursione dello zoom da 7,6 a 55 gradi, abbinata alla esclusiva funzione Stay-Sharp-Zoom che tiene automaticamente a fuoco la proiezione nel passaggio fra due aperture angolari, ne fanno un prodotto di vertice nella categoria. Mark (Knopfler) è molto esigente, nessun proiettore deve muoversi durante l'esecuzione di un pezzo, e non devono esserci rotazione o animazione dei gobo, ecco dunque che la funzione ‘Stay-Sharp’ durante lo zoom è un vera manna piovuta dal cielo per dare una certa dinamica al look sul palco.”

O’Riordan l'ha ritenuto un investimento vantaggioso. “Come società, Entec sceglie sempre con molta attenzione dove spendere il proprio budget per le spese in conto capitale, ma questa è stata una decisione immediata. Lo Sharpy si è dimostrato un primatista mondiale fin dal suo lancio; ebbene, non ci aspettiamo nulla di meno dallo Sharpy Wash. Quanto al QWO, la dimostrazione di Ambersphere è stata avvincente e penso che la valutazione di Simon sia corretta: è un proiettore di buona qualità dotato di tutte le funzioni che ti servono e anche qualcuna in più che lo rendono uno strumento robusto e affidabilissimo. Ambersphere ci assicura un'assistenza e un supporto eccezionali e so per certo che lo fa con tutti, quindi questo rende solo più facile la decisione di acquisto.”

Tutchener ha più di cinquanta proiettori dei due modelli di Clay Paky, oltre ad alcuni sagomatori S4 per pick-up e blinder mole per l'illuminazione del pubblico.  “Li uso da poco e sono ottimi, in particolare sono impressionato dalla gamma cromatica sia dello Sharpy Wash che del Alpha Spot QWO; i magenta sono eccellenti e i viola intensi sono praticamente dei veri e propri UV. Il QWO 800 contrasta bene con gli ACL che ho nel rig: sì, sono andato sul sicuro e ho inserito 24 Par64 ACL nel mio design. I QWO sul truss anteriore sono sospesi a 10 piedi dal pavimento del palco, eppure anche in un pezzo importante come Telegraph Road in cui inondo il palco di luce, i QWO continuano comunque a spiccare come un fascio eccezionale. Per una canzone con un simile cinemascope questa forza è essenziale.”

Tutchener sta impiegando una console di comando GrandMA 2 full size. “Avevo già deciso per le GrandMA 2; ne avevamo una full size l'anno scorso quando Mark ha fatto il tour con Bob Dylan. Quello che mi ha attirato è stata l'ampia quantità di superficie di comando disponibile; ho già una grande scene library per molte delle canzoni nel repertorio di Mark, ma mi piace poter agire manualmente aldilà di ciò che ho programmato preliminarmente. Sì, è un po' una cosa da vecchia scuola, ma la musica di Mark nelle esibizioni dal vivo è dettagliata in modo certosino; avere una dozzina di fader liberi con cui sbizzarrirsi in piccole innovazioni estemporanee in qualsiasi momento, fosse anche una cosa marginale come alzare di un trenta percento il livello di un sagomatore, rende l'applicazione molto più fluida e reattiva.”

E adesso che il tour è in corso, Tutchener ha visto confermata la bontà delle sue scelte? “Mark mi ha posto una domanda molto simile: mi ha detto, sei contento del nuovo rig? Contento? Sono assolutamente estasiato!”

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it