Clay Paky, un'impresa colossale

Clay Paky, un'impresa colossale

Anno

2016

Luogo

Roma

Lighting designer

Giancarlo Toscani

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data pubblicazione: 4 Settembre 2016

Italia – Si è conclusa la prima parte di un ambizioso progetto di restauro e di una grandiosa opera di pulitura del Colosseo, il più grande Anfiteatro del mondo, edificato nel 72 d.C.

Progetto che il Gruppo Tod’s ha finanziato con soddisfazione, mostrando alle Imprese del Paese, il modo in cui interessi privati e pubblici possono coesistere nel rinforzo delle attività volte alla gestione di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano

Venerdì 30 giugno, per la conclusione di questa prima parte dei lavori, si è tenuta una cerimonia di Gala dedicata al Made in Italy: 300 ospiti d’eccezione del mondo politico, della moda e dello spettacolo, tesi ad affermare il clamore e il valore del gesto, che attraverso la tutela di un’opera realizza un immenso beneficio pubblico.

Nel 2015 il Colosseo, con più di 6,5 milioni di visitatori, risultava (cfr. Wikipedia) essere il secondo sito archeologico maggiormente visitato al mondo, dietro alla Grande Muraglia Cinese

Una cena e il concerto dell’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Zubin Mehta, illuminati da uno spettacolare impianto di luci dinamiche con gli apparecchi più innovativi, più versatili, più affidabili, più agili. All’interno del complesso disegno luci, grandi protagonisti i proiettori Clay Paky.

La realizzazione del progetto luci, in seguito ad una fase di consultazione di idee, è stato affidato a Visionaria Art Group del Direttore della Fotografia e Lighting Designer Giancarlo Toscani, la cui collaborazione è stata più volte richiesta da Fulvio Michelazzi, Direttore Tecnico dell’evento.

“Insieme a Visionaria Art Group, che si occupa principalmente di progetti per lo spettacolo e visualizzazioni grafiche, ho elaborato un progetto e una presentazione grafica con molteplici scenari luminosi; tutti immaginati e visualizzati attraverso software dedicati al disegno luci bidimensionale e tridimensionale.”

Ottenuto l’incarico, le immagini virtuali sono diventate, in fase di realizzazione dell’impianto, le linee guida per ricreare le ambientazioni e le atmosfere prescelte. Inclusa la suggestiva e immersiva proiezione luminosa tricolore sull’Anfiteatro romano.

“Il progetto luci doveva raccontare i concetti generali dell’evento, illuminare e valorizzare le specificità architettoniche nel totale rispetto dei vincoli imposti dalla Sovrintendenza”. Oltre al Tricolore, è stato possibile mettere in luce le arcate dei quattro diversi ordini, gli elementi verticali, avvolgere e lambire le superfici dell’edificio dosando le intensità dei fasci luminosi per animare le ombre portate e creare effetti dinamici di movimento e di profondità.

“Conferire alla staticità della pietra e alla monumentalità dell’edificio degli effetti dinamici è stata una scelta stimolante che ha richiesto creatività, impegno tecnico e proiettori performanti: quando la luce inseguiva l’ombra o viceversa, per un attimo sembrava che le mura del Colosseo cominciassero a respirare e ad articolare le parole di una storia, il tutto in un’alta e bassa marea di emozioni”.

26 proiettori Mythos - la forma più avanzata di proiettore "ibrido", funziona in due modalità diverse e senza compromessi in ciascuno dei modi: è innanzitutto un ottimo proiettore Spot che produce un fenomenale fascio di luce di grandi e piccole dimensioni, con uno zoom variabile da 4° a 50° - sono stati montati lungo il parapetto continuo del secondo livello per illuminare in modo continuo gli affacci interni del Colosseo.
I vincoli imposti dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici ha determinato la scelta di apparecchi non invasivi, a basso impatto ambientale e capaci di adattarsi all’interno di un contesto storico e monumentale di grande rilievo.

Altri 100 proiettori portatili alimentati a batteria Glow Up – la cui sorgente luminosa è costituita da robusti LED di potenza, che durano migliaia di ore, in linea con le esigenze di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale – sono stati usati per dare maggior rilievo alle colonne e ai pilastri interni.

Gli ultimi 24 proiettori Clay Paky, degli Sharpy Wash 330 - un washlight straordinariamente compatto e leggero, con lampada da 330 Watt, resa luminosa e prestazioni grafiche e ottiche tipiche di un proiettore da 1000 Watt – sono stati tutti montati lungo l’intero anello del primo livello per rafforzare e l’illuminazione delle pareti circostanti del primo e secondo livello.

La programmazione è stata eseguita con Hog III da Danilo La Rosa, assistente e collaboratore di Toscani. L’evento è stato prodotto da Studio Exhibita, che ha curato la realizzazione dell’intero progetto sotto la guida del supervisore Marco Ramon, del capo progetto Elisa Brambati e del produttore esecutivo Caterina Carlini.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it