Elisa vola tra sogno e realtà con Clay Paky

Elisa vola tra sogno e realtà con Clay Paky

Anno

2014

Luogo

Italia

Lighting designer

Mamo Pozzoli

Produzione/Rental

Agorà

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data pubblicazione: 16 Aprile 2014

ITALIA - Il tour di Elisa “L’anima vola” è una maratona di oltre 3 ore, dove la cantautrice italiana si concede al suo pubblico con la naturalezza con cui ci ha abituati, in una sorta di lungo excursus che ripercorre tutte le tappe della sua carriera: dagli esordi in inglese, alla vittoria di Sanremo, fino alla totale “conversione” alla lingua italiana, che caratterizza per intero il suo ultimo cd.

Elisa è tra i pochi artisti che amano avere la supervisione di tutto il processo ideativo e realizzativo del progetto artistico-musicale. Parte proprio da lei il concept di questo tour, che poi ha affidato a un consolidato team creativo, composto dal lighting e show designer Mamo Pozzoli, dal set designer Igor Ronchese, dal direttore artistico Mauro Simionato, con Edit Art ad occuparsi della visual art. Il palco sembra all’apparenza molto semplice e pulito: una grande “E” bifacciale simboleggiante il nome dell’artista, replicata sia sul telo retroilluminato di fondo palco, sia nella forma stessa del palco, che si protende per qualche decina di metri verso il centro delle varie location che ospitano il tour.

Ma, sotto questa apparente semplicità, si cela più di un segreto: dopo la prima mezz’ora di concerto, il telo viene calato ed appare un enorme ledwall, che trasmette animazioni grafiche e live in  un creativo gioco di sovrapposizioni dinamiche. Ma è solo l’inizio! Pian piano lo schermo va scomponendosi, e intere porzioni dello stesso vengono allegramente sganciate e portate in giro perfettamente funzionanti sul palco dagli addetti della produzione!

Il tutto funziona grazie a delle potenti batterie inserite all’interno dei pannelli di ledwall sganciati, e ad un segnale wi-fi in grado di trasmettere le istruzioni in remoto. Come se non bastasse, grazie a un sistema di ascensori Elisa si diverte a far comparire e scomparire gli strumenti musicali a metà e sul retro del palco, cambiando via via la focalizzazione del suo show. Il tutto al fine di realizzare uno show che si sviluppa canzone dopo canzone, in un crescendo quasi drammaturgico.

“In questo mix di creatività e tecnologia, le luci servono a dare ordine”
– esordisce il LD Mamo Pozzoli. “Le uso in modo rigido e geometrico, del tutto funzionale al resto della scena. Ma questo non significa sminuire il loro ruolo. Anzi, proprio per la funzione fondamentale che assumono nel contesto globale, ho pensato di specificare da subito alcune delle luci più affidabili che conoscevo: Clay Paky Alpha Beam 700, Clay Paky Alpha Wash 700 e Sharpy”.

“Avevo però bisogno di alcuni 1500 per luci di riempimento da usare anche come beam shaper, ed ero indeciso tra varie aziende. Ho fatto un po’ di ricerche sul campo, e dopo avere visto in azione l’Alpha Profile 1500 nella show room di Clay Paky, non ho avuto più dubbi”.

Il set luci era dunque completo: 24 Alpha Profile 1500, 12 Alpha Beam 700, 12 Alpha Wash 700, 16 Sharpy, oltre a 21 Jarag e 12 Elidy Big della francese Cromlech, tutti forniti da Agorà.

“Le luci Clay Paky mi hanno dato la possibilità di illuminare con un minimo ingombro: grazie alla loro dimensione e soprattutto alla loro grande emissione luminosa, ho potuto limitare il numero di proiettori appesi, a fronte di una perfetta copertura della scena”.

Mamo scende poi nel dettaglio di come li ha utilizzati: “Funzionano principalmente come dei piazzati: Beam e Wash 700 delimitano il perimetro della “E” che si protende verso il pubblico, i Profile sono agli angoli dello stesso. Con i Profile posso aprire fino a 60° e in questo modo il pubblico viene illuminato senza essere abbagliato, come voleva Elisa. Gli Sharpy generano delle situazioni di luce “a pioggia” sul palco e sono appesi su tre strutture di truss longitudinali e concatenate, piuttosto insolite per il Touring. I Wash hanno dei colori saturi e intensi, che uso molto nei pezzi più sognanti. I controluce sono limitati ai Jarag, ma non puntano mai in faccia. Li utilizzo anch’essi come proiettori di effetti”.

12 Elidy Big sono invece sul retro del ledwall. Vengono utilizzati come effettistica in trasparenza, finché il ledwall viene “smembrato”: ecco allora che si posizionano esattamente negli spazi lasciati vuoti dai pannelli estratti del ledwall e funzionano (al 20% della potenza) con la stessa mappatura grafica del ledwall. “Ovviamente” – puntualizza Mamo Pozzoli “l’immagine è molto degradata, ma visivamente si percepisce la continuità con l’animazione in alta definizione che scorre sul ledwall: è una composizione di visual graphic e luce davvero originale dal mio punto di vista”.

Un set curato dunque fin nei minimi dettagli, che ha richiesto ore e ore di prove e di sincronizzazioni tra tutti gli operatori coinvolti. Un concept che, sotto l’iniziale compostezza e pulizia, nasconde un’anima molto tecnologica e ricca di sorprese. Esattamente come Elisa, artista a 360° che, sotto la semplicità dei suoi modi, nasconde una rara capace di emozionare, cantando perfettamente bilingue e con un bagaglio di conoscenza musicale ai massimi livelli del cantautorato italiano.

Dopo 15 date a marzo il tour di Elisa riprenderà a luglio, probabilmente con nuove, elettrizzanti sorprese!

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it