Gli Sharpy Clay Paky sottolineano il messaggio di “Stand Up to Cancer”

Gli Sharpy Clay Paky sottolineano il messaggio di “Stand Up to Cancer”

Anno

2015

Luogo

Stati Uniti

Lighting designer

Allen Branton

Produzione/Rental

Atomic Lighting

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data pubblicazione: 4 Gennaio 2015

USA – Quando quest’anno è stato trasmesso negli Stati Uniti e in Canada, “Stand Up to Cancer”, la quarta edizione dello special con cadenza biennale, ha raccolto più di 109 milioni di dollari per i suoi sforzi collaborativi volti a dare un sostanziale aiuto alla ricerca sul cancro.  Per l'avvenimento sono stati impiegati circa 60 Sharpy di Clay Paky.

Quasi 40 emittenti televisive e reti via cavo statunitensi e canadesi hanno trasmesso “Stand Up to Cancer.”  Lo show, che ha avuto luogo al Dolby Theatre di LA, ha visto susseguirsi sul palco numerose celebrità, esponenti di spicco del mondo della musica come Lupe Fiasco, Jennifer Hudson & Common, The Who, Dave Matthews Band, e Ariana Grande, oltre che alcuni pazienti che con i loro toccanti racconti hanno spiegato come hanno potuto beneficiare a livello personale della ricerca sostenuta dall'organizzazione dell'evento.  Il tutto è avvenuto sotto i proiettori Clay Paky che sono stati forniti da Atomic Lighting di Lititz, Pennsylvania.

“Questo show significa davvero molto per me,” afferma Brad Hafer, vice presidente dell'account management di Atomic Lighting.  “‘Stand Up to Cancer’ riguarda qualcosa di concreto, non è fatto solo per lo share, e questo ci ha dato la sensazione di contribuire in qualche modo a una nobile causa.”

Allen Branton era il lighting designer dell'evento, coadiuvato da Felix Peralta, Daniel K. Boland e Darren Langer in veste di lighting directors.  Peralta ha lavorato a stretto contatto con Branton per il design dello show.  “Siamo stati associati già in precedenza a ‘Stand Up to Cancer’; il suo messaggio è molto potente e lo show possiede elevati valori di produzione che vanno oltre la semplice apparenza,” spiega Allen.

Gli Sharpy sono stati utilizzati per la loro potente emissione luminosa e per la loro tecnica dappling, sottolinea Peralta.  “Delle gigantesche pareti bianche sono servite come superfici di video proiezione, che abbiamo sottolineato con accenti cromatici oppure ricorrendo al dappling – trattando gli elementi scenici con i proiettori ad alta resa per creare un gradevole effetto altrimenti impossibile da ottenere con una luce dai contorni netti.  Questa è stata una parte importante del look d'insieme dello show.”

Dato che lo special era “uno show fortemente imperniato sui video”, per i teli Peralta ha collaborato con Laura Frank, screens producer & media programmer.  “Tanto a me quanto a lei piace assicurarci che illuminazione e storie raccontate attraverso i video provengano dallo stesso centro, che le transizioni siano uniformi e che gli schemi cromatici siano complementari o ben abbinati,” spiega Peralta.  “Quando luci e video fanno squadra, entrambi risultano molto più efficaci.”

Frank, che è titolare della Luminous FX di Minneapolis, dice che Kurtis Kennington della Digital Flodur ha ideato il contenuto media creando “quasi una dozzina di look per lo spettacolo, oltre che per l'orchestra.  L'intero set era video mappato, per cui l'ambiente era guidato dai video.”  I filmati riguardavano temi scientifici e tecnologici a supporto di determinati oratori mentre l'orchestra era spesso accompagnata da fotomontaggi di ex malati di cancro. 

“Lo show contemplava l'illuminazione sia delle persone nel pubblico che di quelle sul palco,” afferma Boland.  “Ci siamo perciò assicurati che tutti fossero illuminati, e che la temperatura colore andasse bene.  Durante le prove abbiamo individuato almeno sei posizioni per la gente che prendeva la parola o presentava dei video, compresa quella su una piattaforma rotonda in mezzo al pubblico.”

Darren Langer, il floor lighting director, ha collaborato con Boland per garantire livelli di esposizione costanti sia per gli artisti che per il pubblico, e per ottenere un look “patinato”, precisa Peralta.

Peralta era il responsabile per l'illuminazione dell'ambiente in cui si svolgeva lo show, compresi gli elementi scenici e l'architettura della location.  Secondo le sue parole, il production designer John Calkins ha lavorato con Branton per creare un'atmosfera “raffinata e potente” che aiutasse a trasmettere il forte messaggio dello show.

Francesco Romagnoli, Area Manager di Clay Paky per Nord e Sud America, ha così concluso: “Quello a cui abbiamo assistito è stato uno show molto importante per tutta una serie di ragioni e siamo orgogliosi di averne fatto parte.  Tutti i professionisti del settore luci coinvolti nello spettacolo sono indiscussi talenti ed è sempre un piacere lavorare insieme a loro.”

A.C.T Lighting è il distributore esclusivo Clay Paky in Nord America.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it