I nuovi A.LEDA di Clay Paky on the road nel tour di Luke Bryan

I nuovi A.LEDA di Clay Paky on the road nel tour di Luke Bryan

Anno

2013

Luogo

Stati Uniti

Copyright delle fotografie

Elite Multimedia Productions

Lighting designer

Justin Kitchenman

Produzione/Rental

Elite Multimedia Productions

Prodotti correlati

A.leda Wash K10 A.leda Wash K5 Sharpy
data pubblicazione: 20 Aprile 2013

USA – Il “Dirt Road Diaries Tour” del cantante country Luke Bryan, che tocca 20 città, ha un set luci che prevede impianti decisamente all'avanguardia, tra cui le nuovissime teste mobili LED A.LEDA Wash K10 e A.LEDA Wash K5 di Clay Paky, tutti forniti da Elite Multimedia Productions.

Per il suo “imponente impianto di illuminazione rock,” il tour utilizza 12 fari K10 e 36 K5, spiega il Lighting Designer Justin Kitchenman di Fadeup Design Group.  E' venuto a conoscenza della Serie A.LEDA a LDI 2012, momento in cui "era alla ricerca della luce mobile di ultimissima generazione". Dopo aver visto i fari A.LEDA, "ci siamo resi conto di aver trovato il meglio che l'industria potesse offrire," sostiene.

La Serie A.LEDA è la prima linea di prodotti professionali Clay Paky che utilizza i LED come sorgente luminosa.  Offre una valida alternativa ai washlight con lampada a scarica, mettendo a disposizione anche tutti i vantaggi della tecnologia a LED: consumi energetici ridotti, maggiore durata della sorgente luminosa, dimensioni e peso contenuti e robustezza.  Il K10 è il modello a media potenza della serie e il K5 è il più piccolo.  Entrambi sono dotati di LED multicolor RGBW che producono una gamma completa di colori vividi e anche ottime tonalità di bianco.  Ciascun colore di ciascun LED è controllabile individualmente e permette di creare una serie infinita di variazioni cromatiche e di utilizzare le matrici dei LED come tavolozze luminose su cui disegnare immagini grafiche che si modificano dinamicamente sia nella forma che nei colori.  Questi fari contengono in memoria una libreria di giochi grafici pre-programmati personalizzabili. A.Leda Wash K10 dispone inoltre di uno zoom motorizzato e completamente controllabile da 14° a 70°.

Kitchenman ha disposto i K10 sul pavimento agli angoli e attorno al centro dell'open stage, che funge da palcoscenico B per Bryan. "I K10 sono fantastici come luci da pavimento," sostiene.  "Quando li zoomiamo completamente illuminano tutto alla grande, ma allo stesso tempo sono abbastanza soft da non creare disturbo alla vista.  E questo è importante perché l'open stage si trova proprio in mezzo al pubblico e i K10 sono per lo più all'altezza del viso.  Ci danno la possibilità di illuminare di traverso il palco senza accecare le persone più vicino alla scena."

Il LD li utilizza anche con uno zoom stretto per creare fantastici motivi aerei.  "Essendo posizionati proprio davanti al palco, danno la sensazione di spuntare direttamente dalla folla", osserva.

I K5 occupano due posizioni.  Quattro gruppi di quattro fari sono montati sopra al palco e costituiscono parte integrante dell'impianto di illuminazione principale.  "La loro funzione è decisamente basica: si comportano come rapidi fasci ACL.  Questa collocazione mi permette anche di illuminare alcune posizioni particolari della band durante lo show," spiega Kitchenman.

Gli altri sono disposti attorno agli schermi IMAG appesi lateralmente.  "Volevamo essere in grado di estendere al massimo le immagini luminose.  E abbiamo potuto farlo modificando un elemento dello spettacolo già esistente ma tendenzialmente un po' blando," sottolinea.  Kitchenman ha sospeso due sezioni del truss tra le quali sono appesi gli schermi IMAG.  "Aggiungendo 10 K5 su ogni lato - quattro sul truss in alto e sei in basso - abbiamo così ottenuto un elemento che fa scena dal punto di vista visivo e che illumina a giorno il pubblico, ci offre l'ampiezza che desideriamo e ha un impatto fantastico sulla telecamera."

Kitchenman ammette che una delle sue maggiori preoccupazioni con qualsiasi tipo di faro a LED è la sorgente.  "Non sopporto di vedere l'effetto 'palline di chewingum' quando la sorgente lascia intravedere tutti i LED RGB," afferma.  "In generale, i LED sono più veloci, emettono fasci piacevoli e hanno un ridotto consumo di energia e calore - tutte cose che danno una marcia in più.  Ma non appena guardo un monitor e vedo la sorgente, mi viene voglia di spegnerlo.  Sono addirittura una distrazione.  Con gli A.LEDA questo problema non sussiste: hanno una sorgente bellissima.  Se si sceglie il color ambra la sorgente è color ambra e non rossa e verde."

Forse il fattore più importante nella scelta degli A.LEDA è la possibilità di effettuare la mappatura pixel delle celle.  "Questo ci consente non solo di utilizzarli come teste mobili ma anche di integrarli nei contenuti video dello spettacolo," spiega.   "Ad essere sinceri, si tratta di una nuova funzione per noi e, in questo show, ci stiamo ancora lavorando.  Ma siccome stiamo utilizzando tutti i fari nel modo più ampio possibile, diciamo che siamo in fase di sperimentazione e miglioramento: Man mano che lo show evolve, sfrutteremo sempre di più le potenzialità di queste luci."

Kitchenman è anche un grande fan del canale di regolazione del colore.  "Mi permette di combinare perfettamente le temperature del colore con il resto dell'impianto di illuminazione in modo che le mie luci non abbiano un eccessivo effetto LED," sostiene.

Tom Wilson, vice-presidente di produzione eventi di Elite,
sottolinea che la nuova Serie A.LEDA di Clay Paky è vista come "un'estensione delle offerte al top di gamma dell'azienda.  Abbiamo avuto qualche esperienza con gli Sharpy lo scorso anno e siamo rimasti elettrizzati.  Per Clay Paky l'obiettivo è la qualità del prodotto.  Gli apparecchi sono studiati tecnicamente nei minimi dettagli e pronti per essere usati.  Non abbiamo avuto nessun tipo di problema.  Come imprenditore ritengo che sia una cosa estremamente importante."

Gli A.LEDA del tour sono gestiti da console grandMA2.  I generatori atmosferici digitali fumo/nebbia The One di MDG e i generatori ghiaccio/fumo sempre di MDG mettono in evidenza i fasci degli A.LEDA provenienti dal potente impianto di illuminazione.

Il distributore esclusivo Clay Paky per l’America Settentrionale è A.C.T Lighting.

Francesco Romagnoli,
Area Manager di Clay Paky per Nord e Sud America, aggiunge “Siamo molto orgogliosi degli A.LEDA e compiaciuti di avere un LED di questa portata sul mercato.  Sembra che Justin stia proprio tirando fuori il meglio da queste luci."

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it