Le luci Clay Paky tengono a battesimo il primo tour solista di Roby Facchinetti

Le luci Clay Paky tengono a battesimo il primo tour solista di Roby Facchinetti

Anno

2014

Luogo

Italia

Lighting designer

Crico Fabi

Produzione/Rental

DG System

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data pubblicazione: 24 Giugno 2014

ITALIA - Luci Clay Paky hanno tenuto a battesimo il tour di Roby Facchinetti. In attesa di festeggiare i 50 anni dei Pooh l’anno prossimo , Roby si concede il primo tour solista della sua carriera, in accompagnamento al suo album “Ma che Vita la Mia”. L’anteprima-tour di poche ma significative date a maggio fa da preambolo al tour vero e proprio, che si svolgerà tra l’estate e l’autunno.

Crico Fabi, storico lighting designer dei Pooh, non poteva mancare a questo appuntamento: “con Roby c’è ormai un’intesa immediata, sono molto felice di aver partecipato a questo tour “intimo” per così dire, dove Roby per la prima volta si è presentato e concesso da solo di fronte al suo pubblico”.

Clay Paky è stato sponsor tecnico del tour. Il parco luci comprendeva Sharpy Wash, Sharpy Beam, A.leda Wash K20, A.leda B-EYE K20 e Alpha Spot HPE 700. “Gli A.leda mi sono serviti per i frontali perché generano un ottimo colore wash, inoltre con lo zoom stretto si possono anche concentrare perfettamente sul musicista, assicurando una uniformità di luce perfetta” – dice Crico Fabi.

I nuovi B-EYE sono stati impiegati principalmente come effetto di controluce in mezzo al palco, nello spazio in cui si muoveva Roby, sfruttando le funzioni di pixel mapping, le opzioni wash e lo strobo. “Il B-EYE è molto più di un led wash, è una nuova categoria di proiettori a LED che accorpa più funzioni in uno. Pur avendo avuto pochi pezzi disponibili per queste date, ho potuto saggiare quali siano le sue straordinarie qualità, che lo hanno portato a vincere tre Awards internazionali” – spiega il lighting designer.

A completare il parco luci, gli intramontabili e sempre utilissimi Alpha Spot HPE 700 Clay Paky utilizzati come controluce ma anche come segui persona per meglio definire l’artista, e gli Sharpy Clay Paky installati seguendo una forma ellittica sulla parete di fondo e utilizzati in un modo molto originale. “Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria invasione degli Sharpy, quindi io cerco di scoprirne degli utilizzi alternativi e ugualmente creativi. Per esempio, anziché tracciare gli spazi con effetti a mezz’aria o spararli a terra per delimitare porzioni di terreno, ho scelto di incrociare i raggi beam tra di loro a distanza ravvicinata, in modo da ricreare l’effetto “moonflower”, che caratterizzava le serate disco negli anni 80. Solo che qui l’effetto è estremamente potenziato, e i fasci di luce rimbalzano luminosissimi su tutte le pareti del teatro, ottenendo un effetto di coinvolgimento del pubblico molto forte”.

A completare l’effettistica contribuisce uno specchio a terra di 3x1 metri, sui cui rimbalzano tutti i fasci di luce che gli vengono indirizzati contro, compresi quelli di altri Sharpy e degli HPE. “Gli Sharpy sono veramente versatili: li ho utilizzati come puro proiettore di effetti nel modo appena descritto, ma anche per i fasci a mezz’aria e con prisma+frost, che riproduce un fascio wash. Sono tra coloro che ritengono che le macchine siano importanti, ma che le idee permettano degli utilizzi innovativi anche di effetti già da tempo usati e conosciuti”.

Service luci: DG System
di Domenico Giansanti; Operatore luci: Salvo Spicchiale (DG System); Dimmer e seguipersona: Alberto Criscione; Responsabile Servizi tecnici: Roberto Giansanti.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it