Clay Paky a Notti di Luce 2006

Clay Paky a Notti di Luce 2006

Anno

2006

Luogo

Italia

Lighting designer

Domenico Egizi

Prodotti correlati

CP Color 575 V.I.P. 300
data pubblicazione: 5 Ottobre 2006

Notti di Luce propone da otto anni eventi di alto livello culturale, e – grazie anche ai collegamenti aerei sempre più frequenti con l’aeroporto di Orio al Serio – fa della città di Bergamo una meta internazionale ambita da turisti che riscoprono il piacere di vivere la città di notte. Quest’anno Notti di Luce ha allargato la cerchia di associazioni, istituzioni ed imprese coinvolte nel progetto: anche lo staff organizzativo era forte di professionisti di grande esperienza e dinamismo, a cominciare dall’Arch. Walter Barbero, che si è occupato dell’illuminazione urbana, e dell’Arch. Domenico Egizi, che ha curato gli interni architettonici.

Notti di Luce 2006 si è articolata lungo due settimane, a partire dal giorno di Sant’Alessandro, festa del Patrono di Bergamo. Nel corso di queste due settimane, la luce ha evidenziato luoghi e architetture sia della città bassa sia di quella antica, mentre nelle serate finali l’evento si è trasformato come di consueto in un festival di spettacoli, che hanno avuto il culmine con l’esibizione live del cantante Ron.

Come di consueto, Clay Paky è stata sponsor dell’evento, e ha fornito tutto il materiale d’illuminazione sia per gli spettacoli che per gli spazi architetturali tramite il service SG Lighting, che ne ha anche curato l’installazione.

ILLUMINAZIONE DEGLI SPETTACOLI

Tra gli eventi ospitati, spiccano la rappresentazione del “Principe Felice”, tratto da una novella di Oscar Wilde, il Concerto Gospel “The Golden Guys” con Sarah Jane Morris, un omaggio all’attore Giorgio Strehler, lo spettacolo “Storia di Onehand Jack a altri strani amori” con Stefano Benni e il top-jazzman Gianluigi Trovesi, lo spettacolo di Sergio Sgrilli direttamente da Zelig Circus e il concerto di Ron.

“Quest’anno abbiamo voluto realizzare un legame molto stretto fra la regia e le luci” – dice il Direttore Artistico Claudio Angeleri– “Desideravamo che la luce non si limitasse a illuminare la scena, ma che diventasse un vero e proprio linguaggio espressivo. Il lavoro di integrazione fra luce e spettacolo è durato quasi un anno, ma siamo stati veramente contenti del risultato: vedo che questo approccio ha suscitato molto interesse e che sta per essere adottato da manifestazioni simili in altre città”.

Gianbattista Scarpellini, responsabile della SG Lighting, ci spiega come si sono organizzati per l’evento: “Nelle serate finali, abbiamo dovuto prevedere due allestimenti al giorno per tutta la durata di Notti di Luce. E’ stata necessaria quindi una doppia squadra e un doppio set di luci, che garantissero la copertura di tutti gli eventi in programma. Il nostro lavoro è stato un vero tour-de-force, perché quando finiva uno spettacolo dovevamo già preparare l’allestimento per quello del giorno successivo. In casi come questi è importante poter confidare sull’affidabilità dei proiettori impiegati, che nonostante i continui spostamenti da un set all’altro non mi hanno mai dato alcun problema”.

Il sistema di luci comprendeva vari corpi mobili Clay Paky da 1200W, oltre a dei CP Color fissi di varie potenze (150W e 400W), particolarmente adatti pr i fondali degli spettacoli e per le illuminazioni urbane circostanti.

ILLUMINAZIONE ARCHITETTURALE

Nel centro di Bergamo, come in molte altre città, c’è una forte presenza luminosa dovuta alle numerose vetrine, insegne, all’illuminazione stradale e al traffico. La scelta dell’architetto Barbero è stata quella di valorizzare e riqualificare le architetture storiche, che nella quotidianeità rischiano di passare inosservate. Ha dunque lavorato “per sottrazione”, spegnendo alcune delle sorgenti luminose “disturbanti”, e illuminando specificamente le architetture storiche e i monumenti. In questo modo è stato possibile per tutti i cittadini riscoprire palazzi, angoli e percorsi storici nella loro piena integrità.

L’architetto Barbero ha progettato un percorso luminoso lungo il Sentierone, ovvero il vecchio asse interurbano, che da anni ha abdicato alla sua funzione in favore della più moderna e trafficata Via Vittorio Emanuele. “Molta gente ha riscoperto l’importanza storica del vecchio Sentierone, recuperando un po’ le proprie radici” – dice Angeleri.

Il progetto consisteva in 10 sorgenti luminose da 300W, poste a circa 7 metri d’altezza ed equidistanti l’una dall’altra, per conservare una perfetta visione prospettica. Ognuna di queste sorgenti luminose era costituita da un V.I.P. Clay Paky con lampada a scarica da 300W e da ben quattro metri di fibre ottiche ad esso collegate. Ogni gruppo di fibra ottica era a sua volta composto da 200 fili, che venivano lasciati dondolare nel vuoto.

All’interno del progetto di riqualificazione architetturale, si è scelto di illuminare la colonna di via Sant’Alessandro, unico reperto romano del centro città. L’illuminazione prevedeva un percorso luminoso che conduceva fino alla base della colonna, e che poi continuava sulla colonna stessa. L’effetto ottenuto era come se la colonna proiettasse al suolo la propria ombra luminosa, contemporanemanete stimolo visivo e soluzione creativa. L’effetto è stato ottenuto impiegando 2V.I.P. 300 Clay Paky con rispettivi sagomatori, forniti da Clay Paky stessa come accessori.

L’illuminazione ha riguardato anche la Camera di Commercio in Piazza Dante, la chiesa di San Bartolomeo e Palazzo Frizzoni. In tutte queste occasioni si è trattato di una illuminazione fissa, tesa a valorizzare questi edifici attraverso l’uso di un colore specificamente selezionato dall’architetto Barbero. La scelta doveva mediare tra il rispetto della storicità dell’edificio e l’interpretazione creativa dell’evento. L’identificazione del colore ottimale è stata possibile grazie ai CP Color 575 Clay Paky, proiettori cambiacolori con grado di protezione IP65, che offrono una gamma infinita di colori e la scelta fra lampade con differente temperatura colore.

Conclude il Direttore Artistico Claudio Angeleri: “L’uso oculato dell’illuminazione è stato fondamentale per raggiungere i nostri scopi, e la grande versatilità dei proiettori Clay Paky ci ha permesso di realizzare tutti i nostri progetti, seppur così numerosi e differenti tra loro. Siamo fiduciosi che le nostre idee possano dare buone indicazioni per come rendere le città più vivibili, più umane e a misura d’uomo”.

 

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it