Clay Paky e Jò Campana: dagli stadi ai palazzetti ai teatri, un anno insieme a Ligabue

Clay Paky e Jò Campana: dagli stadi ai palazzetti ai teatri, un anno insieme a Ligabue

Anno

2011

Luogo

Italia

Lighting designer

Jò Campana

Prodotti correlati

Alpha Profile 1500 Alpha Spot HPE 700
data pubblicazione: 25 Marzo 2011

Il 2010 è stato un anno record per Ligabue sotto tutti i punti di vista: un disco multiplatino – “Arrivederci Mostro” – nato per celebrare il ventennale di carriera, risultato il disco più venduto dell’anno con 35 settimane di permanenza in classifica; un tour con 28 date sold-out in stadi e palasport per oltre 640.000 biglietti venduti, “tour dell’anno” per numero di spettatori ed eletto “Best Show 2010” dalla rivista specializzata Sound & Lite.

A seguito dello straordinario successo, è uscito in dicembre un cofanetto che propone, tra le altre cose, una versione di “Arrivederci Mostro” in chiave acustica; vista la continua richiesta dei fan di vedere Ligabue dal vivo, la produzione ha deciso per l’organizzazione di un tour teatrale, che ha fatto registrare ancora una volta il tutto esaurito.

“Quasi Acustico”, il tour teatrale 2011 di  Luciano Ligabue, ha visto l’artista di Correggio esibirsi nei teatri nelle principali città italiane, dove, per precisa scelta dell’artista, ogni data doveva avere una location diversa, anche all’interno della stessa città. A Milano, per esempio, il “Liga” nazionale ha calcato le scene di tre teatri: il Teatro degli Arcimboldi (la prima data del tour), il Teatro Dal Verme e il Teatro Nazionale.

Questo tour-de-force ha richiesto una intensa pianificazione dei lavori e una grande flessibilità operativa, che ha coinvolto l’organizzazione del tour a tutti i livelli, dal trasporto dei materiali all’allestimento dei palchi, all’adattamento di impianti audio, video e disegno luci alle diverse location.

Ne abbiamo parlato con Jo Campana, Lighting e Set Designer di Ligabue, nonché uno dei principali artefici dei suoi premiati show.

Cosa caratterizza questa tournée teatrale dal punto di vista illuminotecnico?

Questo tour è spiccatamente itinerante, giriamo tutta l’Italia e cambiamo in continuazione location: è un continuo back-to-back. Il disegno luci doveva quindi necessariamente rispondere ad alcune caratteristiche di base, primo fra tutti la rapidità e flessibilità di realizzazione. Tra il trasporto, il montaggio, lo smontaggio, l’adeguamento alle varie location - vedi fornitura elettrica, dimensioni del boccascena, altezza graticcia, profondità del palco etc… non ci siamo praticamente mai concessi pause!

Ci descrivi più nel dettaglio il disegno luci e le scenografie?

Sono da sempre convinto che – ad eccezione di alcuni casi specifici – il disegno delle americane non sia poi così fondamentale per la buona riuscita di uno spettacolo; considero invece di primaria importanza un’attenta scelta dei corpi illuminanti e la loro accurata disposizione nello spazio. Per questo tour teatrale ho allestito il palco con tre truss dritti e neri (posteriore, centrale e frontale) e con quattro teli neri di contra (ndr: una maglia sintetica lavorata), con telo diffusion bianco opaco. Mi sono occupato personalmente di reperire elementi scenografici come tappeti ecru, divanetti e fondali lavorati, conferendo così al palco un’atmosfera essenziale e semplice ma nello stesso tempo elegante ed intimistica.

Insomma, rispetto ad altri tour di Ligabue si è trattato di un allestimento scenico e illuminotecnico piuttosto lineare, che si abbinava perfettamente con le caratteristiche intime e “acustiche” del tour e soprattutto alle esigenze di flessibilità imposte dalle date.

Rispetto alle date negli stadi e nei palazzetti, in questo tour si nota l’assenza di elementi video e led. Ce ne spieghi il motivo?

Negli stadi ho impostato tutto il discorso illuminotecnico intorno all’enorme struttura led MI-trix: avevo ben 400 mq di led da gestire, una superficie enorme e molto luminosa, che per forza di cose doveva rappresentare il fulcro di tutto l’allestimento, e condizionava fortemente l’impiego delle altre sorgenti luminose. Anche se – devo aggiungere – gli Alpha 700 e Alpha 1500 Clay Paky sono riusciti a dare un contributo prezioso laddove molte altre luci si sarebbero completamente perse!

Nei palazzetti ho cercato per quanto possibile di riprodurre lo stesso concept, anche se in alcuni casi non è stato facile “infilare” il tutto in ambienti più ristretti.

Veniamo dunque a questi “appuntamenti” teatrali…

Dopo l’overdose di contributi VISUAL offerta negli stadi e nei palazzetti, ho dunque proposto a Luciano di intraprendere per questa tranche teatrale una direzione diametralmente opposta: niente videoproiettore, niente tecnologie led, focalizzazione dell’attenzione sugli aspetti puramente musicali ed emozionali del concerto, favorita da un contesto raccolto tipicamente teatrale. Devo dire che sia Luciano, con il quale c’è sempre un continuo e costante confronto, sia il management, mi hanno totalmente dato carta bianca.

Lavorando con questo grande artista da un paio d’anni, so cosa gradisce e cosa non apprezza; interpreto questa libertà d’azione concessami come un segno di fiducia nei miei confronti che spero ogni volta di meritarmi.

Che luci hai impiegato nel dettaglio?

Utilizzo gli Alpha Profile 1500 Clay Paky quasi esclusivamente per la loro funzione propria, cioè come sagomatori. Nello specifico, adotto un frontale e un controluce per ognuno dei cinque musicisti sul palco. Poi ho gli Alpha Spot HPE 700 Clay Paky, di cui 9 a terra, che utilizzo principalmente per l’ “effettistica” (gobo , prismi , iris ecc…). E ancora altri fari, tutti però usati in modo piuttosto “discreto”. In teatro comunicare un’emozione è più importante che fare spettacolo.

C’è qualche elemento del tuo stile, del tuo modo di lavorare chiaramente riconoscibile in questo show?

Mi piace sempre molto valorizzare la spinta dinamica di un’esecuzione, dosarne gli UP e i DOWN  e in una situazione come questa c’è modo di giocare su questo aspetto più che altrove; nonostante il mio gusto musicale e il mio curriculum professionale testimonino il contrario, ti assicuro che mi sto divertendo molto a lavorare coi dimmer al 10%, con la temperatura colore o coi movimenti extra-fine

Cosa ne pensi delle luci Clay Paky?

Tre cose su tutte: efficienza, affidabilità, assistenza. Questi tre elementi comprendono tutti gli altri, quando ci sono non serve null’altro. E Clay Paky li assolve tutti in maniera perfetta.

 

SCHEDA: Jò Campana è attualmente uno dei più apprezzati lighting designer e set designer sulla scena internazionale. Tra le sue referenze principali, oltre a Ligabue: Litfiba, Francesco Renga, Piero Pelù, Sting, Russel Crowe, Negrita. Ha poi collaborato con un’infinità di altri personaggi di grande spessore internazionale: Vasco Rossi, Crosby, Stills, Nash & Young, Ringo Starr, Venditti, PFM, Gino Paoli, Salomon Burke, Eros Ramazzotti, Miriam Makeba, Barry White, Laura Pausini, Pino Daniele, Patty Smith, Alice in Chains e molti altri.


Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it