Clay Paky illumina Afrikaans is Groot

Clay Paky illumina Afrikaans is Groot

Anno

2016

Luogo

Sudafrica

Lighting designer

Josh Cutts

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data pubblicazione: 11 Agosto 2016

SUD AFRICA - Lavorando come project manager per Afrikaans is Groot (AIG - uno degli eventi musicali più importanti del Sudafrica) fin dalla sua prima edizione avvenuta quattro anni fa, Denzil Smith della MGG ha sempre sperato che Josh Cutts curasse il lighting design di questo appuntamento straordinario per qualità e complessità. Ma Josh, a causa della sua fitta agenda d’impegni non vi era mai riuscito... fino a quando la società di produzione Coleske Artists non ha accettato il suo suggerimento di coinvolgere Christopher (Chris) Bolton come joint designer, suddividendo così il carico di lavoro.  I due hanno lavorato in tandem su console MA2 separate, ma collegate in rete.

L’AIG è un evento di grandissimo impatto in Sudafrica: sul palco, infatti, si esibiscono i maggiori artisti del Paese che interpretano i propri brani più celebri. Lo show è stato ospitato alla fine del 2015 a Pretoria, presso la Moreleta Church, mentre l’edizione di Città del Capo si è tenuta lo scorso marzo nel GrandWest Casino. Per entrambi gli appuntamenti MGG è stato il principale fornitore tecnico.

Coleske Artists nutriva per l’evento grosse aspettative, frutto di profonde ricerche che hanno portato alla consapevolezza di cosa occorresse per caratterizzare uno show di vero impatto, anche in termini di attrezzature professionali. Le luci, per esempio, dovevano essere funzionali sia per la parte live dello spettacolo, sia per la registrazione video destinata al DVD che avrebbe documentato le esibizioni. La struttura delle canzoni era varia e complessa e le luci avrebbero dovuto sottolineare al meglio, battuta per battuta, ogni singolo passaggio musicale.

Chris, vero appassionato di programmazione, si è focalizzato sulla ottimizzazione degli effetti luce durante le prove, mentre Josh traeva spunto dalle indicazioni dei direttori di produzione, dei coreografi e del reparto costumi e, interfacciandosi direttamente col cliente, teneva sempre alto il livello di comunicazione e interazione.

“Si tratta di una delle produzioni tecniche di maggior qualità che io abbia mai visto in Sudafrica e, credetemi, ne ho viste parecchie nella mia esperienza lavorativa” ha dichiarato Josh. “Con tutta probabilità questa è una delle migliori produzioni mai realizzate, se si considera la quantità di professionalità impegnate, ciascuna focalizzata su discipline differenti”.

“Per ogni brano è stato studiato un contenuto scenografico specifico” ha spiegato Denzil. “I lighting designer hanno dovuto inserire la loro programmazione seguendo questa trama prestabilita, senza mai enfatizzare troppo l’apporto delle luci, operazione tutt’altro che semplice”.

Tutta la fase di programmazione è stata effettuata online attraverso due console grandMA2. I rispettivi schermi mostravano nel dettaglio la posizione in cui gli artisti si sarebbero trovati, la collocazione di tutti i microfoni e degli arredi di scena.

Chris e il suo assistente Jade Manicom hanno impiegato moltissimo tempo nella creazione di tutte le scenografie, inserendo nel Visualiser 3D oggetti come lampioni stradali, cassette di legno, un ponte, una bicicletta, una rampa da skate o perfino molti candelabri!  Per dare un’idea della quantità di elementi presenti sul palco, basti pensare che per il loro trasporto a Città del Capo è servito un camion dalla portata di 8 tonnellate.

Per quanto riguarda le luci è stato letteralmente svuotato il magazzino di Mark Gaylard, il proprietario della MGG.  “Non c’erano limiti di sorta.  Mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle” ha ricordato Josh.  “Insieme a Chris abbiamo semplicemente aggiunto tutte le luci che volevamo al progetto: da un punto di vista dell’illuminazione, si è trattato di uno dei più grandi impianti che io abbia gestito.  Avevamo a disposizione 24 set di luci, il più ampio set su cui io abbia mai lavorato. Con l’eccezione di una unica canzone, lo show luci è stato sempre perfettamente sincronizzato.”

AIG è uno show che include l‘utilizzo di pannelli video a LED in tutto il set. “Il nostro obiettivo era quello di inserire il video nello show luci, cosa per me insolita” ha continuato Josh. “Per riuscire a ottenere il miglior pixel mapping, abbiamo selezionato tutte le luci Clay Paky A.Leda B-Eyes K20 e K10 di cui disponeva la MGG, oltre ad altre luci. Le abbiamo distribuite nel modo più ampio possibile tra il palco, il soffitto e le ali del palco, in modo da ottenere qualsiasi effetto luce in ogni punto del palco.

“Successivamente abbiamo montato i proiettori Clay Paky della serie Sharpy.  Abbiamo creato delle linee verticali fantastiche con gli Sharpy, disponendole lungo il set. Siamo così riusciti a creare dei fasci luminosi molto potenti, creando effetti di grande impatto, capaci di focalizzare l’attenzione sui musicisti, dovunque si trovassero: al centro, al fondo, sul fronte del palco. O, addirittura, sparpagliati in posizioni diverse.”

L’impianto includeva 20 Alpha Profile 1500 e alcuni modelli Mythos, sempre di  Clay Paky. 
“Joshua e a Chris mi hanno sgravato di un bel po’ di lavoro. Non mi sono dovuto occupare delle luci e quando sono arrivato sul posto tutto era già pronto, anche il progetto completo dello show luci.  Davvero, non ho avuto alcuna preoccupazione!   La loro presenza nel team ha significato moltissimo per noi!”

Intanto sono già iniziati i preparativi per il prossimo evento che si terrà a novembre 2016, per il quale Josh e Chris sono già stati confermati come lighting designer.  Recentemente è stata aperta la vendita al pubblico per questo evento e, nell’arco di due ore, sono stati venduti 52.000 biglietti.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it