Clay Paky in scena con Fiorello

Anno

2016

Lighting designer

Roberto Mezzi

Produzione/Rental

Agorà

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Alpha Beam 700 Alpha Spot HPE 700 Sharpy Wash 330
data pubblicazione: 26 Agosto 2016

Con “L’ora del Rosario”, Fiorello è tornato sul palco in una dimensione teatrale, con un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, è analogico e fatto di puro intrattenimento. Protagonisti in scena i proiettori Clay Paky.

Tra aneddoti, racconti e gag in perfetto stile Fiorello, lo showman dà ampio spazio anche alle consuete improvvisazioni. Tanti i temi trattati nelle due ore di spettacolo: dagli immancabili riferimenti all'attualità fino alle note di costume dei nostri giorni. Non mancano musica, inediti e duetti di grande spessore con artisti del calibro di Mina e Tony Renis.

Ad accompagnarlo, sul palco, la band diretta da Enrico Cremonesi ed il trio vocale «I Gemelli di Guidonia» lanciato a «Fuori Programma» su Radio Uno.

Ad illuminare lo show, il LD Roberto Mezzi che da diversi anni collabora con Agorà, il service che ha fornito tutti gli impianti audio, luci e video alla produzione di Fiorello.

Roberto Mezzi ha proposto al regista Giampiero Solari un piano luci semplice e misurato alla particolare scenografia disegnata per lo spettacolo. “Una scatola nera definita da quinte e schermi di proiezione mobili. Si tratta di materiali da proiezione ma l’impatto visivo dominante è quello della scatola nera. Deve essere tutto nero. Quando i contributi video sono spenti, si ha la suggestione di una scatola totalmente nera illuminata dai nostri proiettori Clay Paky”.

La scatola definita sul palco è ampia “diciamo che si lavora con una scena di 14 m di larghezza per 10 di profondità”, oltre al movimento di apertura e chiusura dei pannelli fissati ai binari in alto sulle americane, i musicisti fanno ingresso in scena a cavallo di pedane motorizzate su binari.

Chi si è occupato della scenografia?

“La scenografia è di Paolo Manti di Spazio Scenico, costruita realizzata e se la porta in giro, è un bravissimo direttore di scena tra l’altro”.

“Si tratta di una costruzione scenografica abbastanza classica, con gli schermi che rivestono tutte le superfici dei pannelli mobili, alti 6 metri e 40, e i volumi differenziati delle pedane. E’ un sistema molto intelligente, funzionale. Gli schermi sono disposti su due diversi livelli, in avanscena ce ne sono due, che fanno anche da quinte. Dietro ce ne stanno altri 4 che si ricompongono in un unico fondale o si dischiudono davanti ad un fondale scuro illuminato con i led”.

Non è stato semplice trovare il giusto equilibrio luminoso tra la scatola scenica nera, i contributi video e lo spettacolo di un protagonista unico in scena: “Innanzitutto si tratta di illuminare le zone della scena con coni di luce molto stretti e di programmare effetti luminosi per gli intermezzi corali”.

La scelta si è posata su diversi proiettori Clay Paky: Sharpy Wash 330, Alpha Spot HPE 700, Alpha Beam 700 usati per degli effetti di scena, contro luce, e sono posizionati sul palco.

I piccoli Sharpy Wash 330 illuminano il fondale e omogeneamente il palco. “In ogni caso, mentre il Tour procede, sera dopo sera, rimetto mano alla programmazione dello show”.

Roberto Mezzi continua: “Ho utilizzato solo tre americane nelle classiche posizioni. Una frontale, in avanscena, l’altra al centro del palco e la terza in contro luce.

Sulla prima americana ho disposto solo Alpha Spot HPE 700 per illuminare i pannelli in avanscena, i musicisti quando fanno ingresso dinamicamente sul palco, sulla seconda americana, come su quella di fondo, ho disposto alternandoli wash e spot”.

Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari.

 

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it