Claypaky illumina le Nitto ATP final di tennis e la Coppa Davis

Claypaky illumina le Nitto ATP final di tennis e la Coppa Davis

Anno

2021

Luogo

Italia

Lighting designer

Marco Piva and Marco De Nardi

Produzione/Rental

Audiolux

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data pubblicazione: 9 Dicembre 2021

Quanti di voi avrebbero scommesso che un giorno un torneo di tennis sarebbe diventato anche uno spettacolo di luci? Difficile immaginarlo, per chi ha del tennis un’idea strettamente legata alla tradizione.

Eppure da qualche anno anche il tennis è stato contaminato dal fascino della tecnologia, e non stiamo parlando dell’occhio di falco che sancisce con infallibile precisione se la palla è fuori o sulla riga: a partire dal Next Gen del 2017, la ATP Tour ha progressivamente immesso elementi spettacolari all’interno dei propri tornei, fino ad arrivare alle Nitto ATP Finals di questo novembre 2021, che si è svolto al Pala Alpitour di Torino e che è stato anche un vero e proprio spettacolo di luci.

Ne parliamo con i Lighting Designer Marco Piva e Marco De Nardi, conosciuto da tutti nell’ambiente come Made. “Spettacolarizzare con luci motorizzate i match che vedono di fronte i migliori 8 tennisti al mondo è stata una grande sfida: da una parte c’è il fascino di una idea del tutto nuova da sviluppare, dall’altra il timore che qualcosa possa andare storto, o non essere gradito agli stessi campioni in campo”.

Del resto, i requisiti iniziali erano molto stringenti: L’intero campo di 23x45 metri doveva essere coperto con almeno 2200 lux uniformi in ogni settore, e al centro del campo l’illuminazione doveva essere garantita per almeno 12 metri di altezza.

“Ho valutato diverse opzioni tra le offerte dei costruttori di illuminazione, alla fine ho optato per un mix di proiettori Claypaky. Oltre 300 fari in tutto, che comprendevamo Arolla Profile HP, B-EYE K20, Midi-B, Mythos 2 e Axcor Profile 600”.

La Luce principale era indubbiamente quella bianca per l’illuminazione del campo. Qui non erano concessi margini di errore: i tennisti sono estremamente suscettibili a ogni elemento di disturbo, e una luce mal posizionata o non completamente performante avrebbe potuto creare dei problemi.

Qui i 120 corpi mobili Claypaky Arolla Profile HP hanno garantito non solo il raggiungimento di 3400 lux di luce uniforme – ben oltre i requisiti minimi richiesti – ma hanno sostituito alla perfezione la luce dei comuni riflettori fissi. In più, hanno fornito ai lighting designer una serie di soluzioni di illuminazione spettacolari, che non avrebbero potute essere ottenute altrimenti.

Per esempio, il preciso sistema di framing degli Arolla ha permesso di profilare alla perfezione la luce sulle righe che delimitano il campo. Questo effetto veniva richiamato quando i giocatori non erano in campo, prima del match e durante le pause, e creava uno spettacolare effetto tridimensionale, sembrava quasi che il campo prendesse il volo!

132 Claypaky MIDI-B, 46 Claypaky B-EYE K-20 e 46 Claypaky Mythos 2 sono stati invece impiegati sul pubblico, come ci spiegano i due LD: “durante la fase di gioco il pubblico era immerso in un colore blu statico, che rappresenta il colore della ATP. Al cambio di campo, il blu passava ad azzurro elettrico e l’illuminazione si movimentava, creando dei giochi di luce sul pubblico a simulare quasi delle onde di luce. Per fare questo ho utilizzato i B-EYE e i Midi-B come base di colore, e i gobos dei Mythos per creare movimenti sincronizzati all’interno dell’intero palazzetto. La parte più dinamica è stata indubbiamente all’entrata dei giocatori sul campo, accolti come delle vere e proprie star, e il momento della premiazione. Infine, con gli Axcor Profile 600 ho profilato con luce bianca le panchine dei tennisti e i loghi sulla rete”.

“L’eccezionalità di questa installazione” – continuano De Nardi e Piva – è che con dei proiettori a corpo mobile, nati per l’Entertainment, ho gestito tutte le necessità di illuminazione: li ho usati sia come key light per illuminare il match che come luce per spettacolarizzare sul pubblico e sul campo stesso, senza dover ricorrere ad un solo riflettore tradizionale. L’esperimento è risultato vincente, ho ricevuto tanti elogi e apprezzamenti, e tutti i fari in campo si sono dimostrati molto affidabili, nonostante l’impiego intensivo di oltre 20 h al giorno”.

Tutte le fixture Claypaky sono rimaste appese e sono state utilizzate anche per l’illuminazione delle partite di Coppa Davis dell’Italia, anch’esse in programma al Pala Alpitour dal 25 novembre. Il concept d’illuminazione è stato del tutto simile rispetto a quello utilizzato per le ATP finals, con una unica importante variante: il colore diffuso sul pubblico era verde e non blu, come da richiesta degli organizzatori. “La tendenza – conclude De Nardi – è di portare, con l’aiuto della tecnologia, lo spettacolo nel tennis ai livelli di altri sport, come già succede ad esempio per il basket, la Formula 1 e anche in alcuni stadi calcistici”.

La rental Audiolux di Zelo Buon Persico (LO) ha fornito tutta l’illuminazione al Pala Alpitour per le Nitto ATP Finals e la Coppa Davis.

Dice Alberico D’Amato, Sales Director di Claypaky “il tennis è da sempre una mia grande passione, e l’essere stati scelti per l’illuminazione per due dei più grandi eventi tennistici al mondo mi riempie di gioia. Lavoreremo ulteriormente in questa direzione, per far sì che sport e intrattenimento diventino un connubio sempre più inscindibile”.

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it