Claypaky, luci su West Side Story

Claypaky, luci su West Side Story

Anno

2017

Luogo

Italia

Lighting designer

Valerio Tiberi

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A.leda B-EYE K10 Alpha Profile 700
data pubblicazione: 9 Gennaio 2017

ITALIA - Sul palco del Teatro Manzoni di Milano torna un capolavoro del teatro musicale. Le scene mobili di Cristiano Colombi, configurano dinamicamente ambientazioni diverse tra loro. Tutte richiamano l'Upper West Side di New York, dove ha luogo la storia ispirata, e dove si allungano le luci dei proiettori Clay Paky.

A Federico Bellone è stata affidata la regia dello spettacolo: "Per la messa in scena ho deciso di puntare su due elementi: il tema della paura, sentimento che accomuna tutti i personaggi che fanno parte dei due gruppi rivali, i Jets e i portoricani Sharks. E il colore rosso diventato marchio di fabbrica del musical, insieme alle cinque scale in ferro antincendio che collegano i vari piani della scena».

A partire da questi elementi scenici si è concentrato il lavoro delle figure creative coinvolte nella produzione del musical. A Valerio Tiberi è stato chiesto di elaborare il progetto luci dello spettacolo.

La presenza delle scale antincendio e i loro movimenti in scena, rendono il disegno luci molto ardito, ci sono ombre dovunque. "Si. Così ho deciso di utilizzarle. In diversi momenti dello spettacolo, ci sono scene con ombre portate sul fondale. Nell'ultima scena, uno dei momenti emotivamente più difficili dello spettacolo, abbiamo deciso di spegnere la video proiezione perché ci sembrava troppo invasiva, troppo bella, troppo definita, allora lì, in quel momento sono riuscito a stampare le lunghe ombre portate delle torri sul tulle nero di fondo".

Hai  ottenuto l’illuminazione che cercavi?
"Sono contento dell’impostazione complessiva che ho dato a questo disegno luci, favoreggiando l'uso delle incandescenze e in particolare il posizionamento di taglio dei proiettori, dietro le quinte laterali. Con angolazioni e angoli incidenti più o meno ampi di tutti i proiettori posizionati in successione, da terra fino a 4 metri lungo delle torrette laterali, ovvero dei tralicci in verticale, 8 in tutto: una successione di 2 sagomatori, un B.Eye K10, 4 par, altri 2 sagomatori, un Alpha Profile 700, altri 2 par e un ultimo B.Eye K10 in cima al traliccio".

C’è spazio tra le quinte del Teatro Manzoni?
"Non tantissimo, ma abbiamo posizionato i tralicci a destra e a sinistra del palco in verticale senza problemi. Rispettando le escursioni dei proiettori dinamici, gli ingressi previsti degli attori del corpo di ballo e l’ingresso di elementi scenografici.

Hai avuto bisogno di corpi luminosi compatti?
"Sono riuscito a installare esattamente tanti proiettori quanti ne avevo disegnati. D’altra parte il corpo di un Alpha Profile 700 è incredibilmente compatto (lunghezza testa = 455 mm) e corrisponde in parte alle dimensioni di un par teatrale".

Valerio, stavi dicendo della tua impostazione.
"Poiché intendevo perseguire la mia idea iniziale di utilizzare il linguaggio della luce di taglio, utile a caricare di tensione drammatica la scena, gli scontri tra i due gruppi avversari, dall'alto, in graticcia, ho distribuito davvero pochi proiettori, che in base al colore, alla provenienza, all'angolazione, più sul proscenio, più in fondo al palcoscenico, con i puntamenti, aiutassero la narrazione della storia. Proiettori che potessero riempire la scena, come dei B.Eye K10 e che fondamentalmente potessero illuminare di contro luce almeno tre livelli, tutto il pavimento e il palcoscenico".

Nel tuo disegno luci, come hai distribuito i B-Eye K10?
"Li ho distribuiti simmetricamente, 4 in prima americana, 4 in seconda, 4 in terza e sulla quarta americana solo 2 proiettori B.Eye K10. Su in graticcia, ci sono anche altri sagomatori, sono sei in totale 2 in prima americane e 2 in seconda, altri 2 sulla quarta. Lavorano come corpi luminosi speciali: durante il primo incontro tra Tony e Maria, nella scena di ballo seguente, quando sono in scena tutte le coppie, quando proiettano delle finestre dentro il negozio di sartoria, sul letto nella camera di Maria, quando fanno un taglio sulla porta della drogheria".

Praticamente, dall’alto, ci sono solo corpi luci con sorgenti LED.
Mentre, di taglio si tratta di incandescenze con i par, i sagomatori, con i proiettori Alpha Profile 700.

La programmazione luci Il programmatore ha usato una Grand Ma 2 light.

Leader Sound di Marco Moccia ha fornito sia gli impianti audio che luci, e soprattutto si è reso disponibile a recuperare tutto quello che faceva parte del progetto originale".

Per ulteriori informazioni contattare Davide Barbetta davide.barbetta@claypaky.it